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17.11.2020 21:23 - LA VALLE MAGICA. NUOVE IDEE SULL'ORIGINE ET IL SIGNIFICATO DELLA TOPONOMASTICA VALMAGGESE
: milenavarbanova9 :   
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: 18.11.2020 07:21

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Quanto scritto di seguito e tratto da un articolo piu completo dedicato alla Vallemaggia e intitolato “La Valle Magica” contenuto nel libro pubblicato in Bulgaria con il titolo provocatorio “ Zlato za smet” (vendiamo oro al prezzo della spazzatura).

Il libro stato pubblicato il mese di febbraio 2020 dalla casa editrice bulgara Ral Kolobar.

Piu di cinque anni fa ho scelto di vivere a Cavergno in Vallemaggia e sono stata impressionata non solo dai paesaggi grandiosi del luogo, ma anche dai numerosi toponimi molto simili e a volte identici con alcuni antichi nomi di paesi e fiumi della mia Patria.

Questo vale anche per l’antica toponomastica del Canton Ticino in generale.

Non stata una sorpresa per me, perche prima di venire in Ticino 11 anni fa, ho vissuto per 7 anni in diverse regioni dell’Italia e li ho avuto modo di constatare parecchi stupefacenti paralleli tra i nomi bulgari e quelli italiani non solo nella toponomastica ma anche in tutto il vocabolario italiano.

La similitudine di gran parte delle parole che formano il vocabolario intimo familiare e quello legato al lavoro del contadino e dell’artigiano evidente.

Le parole arcaiche mostrano non solo legami nella profonda antichit ma anche la stessa origine etnica.

Mi rendo conto che con il mio articolo infrango molti dogmi nell’interpretazione convenzionale della storia e della lingua dei popoli.

Questo articolo sembrer scandaloso per la maggior parte degli storici, soprattutto per gli occidentali e per i lettori che hanno studiato la storia scolastica dei decenni precedenti e sono abituati ai suoi postulati.

Le mie ricerche storiche, culturali e linguistiche mostrano invece che dalla Midia alla Lusitania, tra l’Asia Minore sul fianco meridionale del continente europeo – i Balcani, la penisola italica e iberica e i loro hinterland, nella profondissima antichit, vissuta una immensa etnia divisa in gruppi diversi, con nomi diversi ma con lingue simili e simili tradizioni culturali.

Questa constatazione e confermata non solo dai reperti archeologici ma anche dalle lingue dei popoli contemporanei eredi di questa etnia e soprattutto dai toponimi che rappresentano la vera memoria della terra.

Non dimentichiamo che la lingua resta l’elemento piu conservativo della cultura di un popolo.

Questa antichissima etnia l’etnia Trace o Trace-Pelasga ed proprio lei il motore civilizzatore dell’Europa durante il secondo millennio e l’inizio del primo millenio a.C

Erodoto dedica a lei le seguenti righe: “I Traci, dopo gli Indiani, sono i piu numerosi nel mondo. Se fossero uniti e governati da un solo sovrano sarebbero invincibili e pi potenti di tutti.” ( Hdt,V,3).

Secondo le ricerche genetiche fatte ultimamente, i Bulgari, i Rumeni, gli Ucraini, i Croati e gli Italiani hanno le stesse origini e sono eredi diretti degli antichi Traci.

La lingua piu simile a quella trace il Bulgaro contemporaneo grazie al quale ho potuto decifrare e spiegare alcuni dei toponimi e idronimi della Vallemaggia e del Ticino, che propongo all’attenzione dei lettori.

Secondo la tradizione storiografica, i Leponzi (Lepontii) e i Reti (Rethii) sono la piu antica popolazione delle valli alpine meridionali sul territorio del Ticino.

I Leponzi fanno parte dei Liguri (la loro provenienza celtica pare meno verosimile), mentre i Reti sono, secondo Plinio e Marco Iuniano Iustino, di origine etrusca.

I Leponzi stessi, stando ai loro scritti in alfabeto etrusco, hanno subito la forte influenza culturale etrusca.

Ma chi sono in realt gli etruschi?

La scienza storica ha trovato risposta studiando, in questi ultimi anni, quanto scritto sulla stella funebre di Kaminia trovata alla fine dell’ottocento sull’isola di Lemnos ma esaminata nei dettagli solo di recente.

Questo scritto, ma anche numerosi altri punti della cultura etrusca, indicano esplicitamente che gli Etruschi avevano origini traci-pelasga.

Gli stessi Etruschi si chiamavano Ras(s)eni cioe “razati”, che mostra la loro alta posizione rispetto agli altri popoli di provenienza pelasga. Coprivano il rango di sacerdoti, di portatori di civilt e sapienza.

Da questo etnonimo proviene il termine bulgaro “rasso” -l’abito del sacerdote.

Numerosi paesi sul territorio bulgaro portano ancora oggi il nome Ra(e)ssen riferendosi alla popolazione che il ha fondati.

In Italia gli Etruschi vengono chiamati Tirreni, non perche provengono da Tiro nell’odierno Libano, ma perche sono venuti dalla citt di Thira. Erodoto conferma l’origine lidiana del popolo etrusco. Nell’antichit, Lidia era uno dei potentissimi reami traci in Anatolia.

Secondo alcune mie ricerche linguistiche il nome Etruschi, non utilizzato dai Rasseni ma dagli altri popoli che li circondavano, significa “popolo che utilizza macchine, mezzi avanzati di lavoro”.

Nella sua interessante opera “Genova antica e dintorni” (Mondani 1972), lo storico genovese Giulio Miscosi sostiene che la piu antica popolazione che risiedeva nel territorio dell’attuale Liguria e nelle Prealpi, prima dell’arrivo dei Liguri, era di origine prevalentemente pelasga.

Anche dopo aver subito l’influenza dell’enorme ondata ligure e impregnati dai popoli liguri, i vecchi abitanti di questo vasto territorio avrebbero salvaguardato quasi intatti il loro gene e la loro lingua. Gli stessi Liguri, costituitisi in Istria, hanno la stessa origine trace-pelasga e la loro diaspora all’ovest non altro che un processo di migrazione interna.

Tutto questo mi ha spinta a cercare proprio nel Bulgaro e nelle lingue a lui simili la spiegazione dei nomi arcaici e dell’antica toponomastica ticinese, che restano finora un mistero per gli storici locali contemporanei. Penso che, solo tramite questo metodo, gli etnonimi stessi dei Leponzi e dei Reti potranno trovare una spiegazione completa.

LEPONZI

Questo etnonimo, secondo me, proviene dalla parola arcaica bulgara “lep, lepa”, che significa “bello, bella”.

In bulgaro esiste ancora l’antica parola “lepta” dono, che significa “fare una bella cosa”.

Da “lep, lepa” proviene il termine bulgaro (anche slavo in generale) “slep, slepa” cieco/cieca, perch i ciechi non vedono la bellezza del mondo.

Ancora oggi , in lingua serbocroata in uso corrente l’aggettivo “lep, lepa” e il sostantivo “lepota” – bellezza.

In latino esiste il sostantivo “lepos” – fascino, graziosit, sofisticatezza, da cui proviene l’aggettivo “Lepidos” - affascinante, grazioso, raffinato e piacevole.

La somiglianza tra la lingua latina e quella trace non e casuale visto che, secondo la tradizione storica, il Lazio ha ospitato i fuggitivi troiani (dardani, traci) i cui successori sono diventati i fondatori dell’antica Roma.

L’etnonimo Leponti, nella sua variante piu popolare Leponzi, porta anche il suffisso bulgaro “zi” che indica il plurale.

RETI

Secondo Plinio e M. I. Iustino l’etnonimo proviene dal nome di Ret, il leggendario condottiero che all’inizio del 4 sec. a.C. ha portato il suo popolo di origine etrusca, perseguitato dai Galli, verso la salvezza nelle severe montagne delle Alpi.

Il nome Ret identico a quello trace Rez o Res.

Rez era il brillante re trace arrivato alla guida di 10mila dei suoi guerrieri nei pressi di Troia per aiutare, come alleato, i fratelli troiani. La sua morte violenta, il suo assassinio vigliacco, descritto da Omero nel X Canto dell’Iliade intitolato “Dolonia”.

Secondo il poeta di tutti i tempi, il magnifico Rez arriva a Troia con la sua armatura da colosso e il suo preziosissimo carro coperto d’oro e d’argento trainato da stupendi cavalli bianchi come cigni mai visti prima.

Diomede e Ulisse lo aggredirono e lo uccisero nella sua tenda durante la notte, portandosi via i suoi cavalli e i suoi numerosi tesori.

Rez la variante trace del nome, che esiste anche come Reza in Persia, Radj in India, ecc., che proviene dal sanscrito e il suo significato “raggio”, “luce”.

In tutto il mondo indoeuropeo fino ai giorni nostri questa parola significa “re, rex, radja“ – sovrano.

Il nome celtico Ryan ha la stessa origine e non per caso ancora oggi in Svizzera esiste il nome maschile Rez.

L’eponimo Ret (Rez) una chiara indicazione della vicinanza genetica dei Reti con il mondo trace, ma l’etnonimo puo anche provenire dal sostantivo “rete” e indicare un popolo di pescatori. Infatti il gladiatore romano armato soltanto da un tridente e da una rete era chiamato “reziario”.

E` tuttavia difficile supporre che un principe etrusco che guidava il suo popolo potesse portare un nome derivante da una rete da pesca. Per me resta quindi piu attendibile la prima variante sull’origine dell’etnonimo : Retii.

Nella raccolta di toponimi valmaggesi, frutto di un minuzioso e devoto lavoro sul territorio da parte dei ricercatori locali, ho notato alcuni toccanti esempi che illustrano e confermano perfettamente le mie supposizioni sull’appartenenza delle prime popolazioni dell’attuale Ticino ai vasti spazi culturali traci.

La “cabana di Semela”, lo “”splui d’Anchis”, la “cantina della Varda”, la “cappella di Crasta” parlano chiaro all’orecchio bulgaro.

Semela e la dea trace per eccellenza, madre del dio Dionis (Dioniso in italiano) , dio della vigna e del vino (e non solo): il Bachus romano.

La radice “Bac”, nel nome Bachus , significa in trace e in bulgaro “dio” quindi questo nome identico a Dionis.

Semela invece significa “zemela o zemia” –“terra” in bulgaro ma anche “seme”. La parola bulgara e identica a quella italiana (seme) e ha lo stesso significato.

Anchis (Anchise in italiano, ma la forma conservata in Vallemaggia proprio Anchis) e un nome trace ma di origine ancora piu profonda e antichissima e contiene in se la radice “anh”- sacro, frequente nell’antico Egitto.

Anchis era il nome de re dardano padre dell’eroe troiano Enea , figlio di Anchis e della dea Afrodite.

La scoperta di questi emblematici nomi in Vallemaggia non significa certo che la Dea e gli eroi citati si siano traferiti qui ma che nel passato sono stati usati frequentemente da persone comuni e abitanti della valle.

Varda pul essere un nome proprio o un cognome ma in bulgaro, come anche nelle altre lingue balcaniche e in Persia, il suo significato “fare la guardia” da “vardar” guardiano.

Crasta invece particolarmente interessante e puo significare “croce, krast” ( in bulgaro), un termine che contiene il suono specifico bulgaro ““ sostituito dalla “a” o “u”nelle altre lingue, perche negli altri alfabeti (ad eccezione del cirillico) non esiste una lettera con questo fonema.

La forma “crast-a” puo essere dovuta al caratteristico articolo bulgaro “a“ aggiunto come suffisso ai sostantivi di genere maschile (“krast” / ) croce di genere maschile in bulgaro) quando la parola in questione non e il soggetto della frase, come in questo caso : “la cappella di Crasta”.

Paradossalmente “crasta” puo significare anche “pecora”, dal nome bulgaro della malattia frequente nelle greggi di pecore: la scabbia. Con il tempo, in alcune regioni, il termine crasta ha sostituito la parola “ovza” (pecora in bulgaro) per via della superstizione dei pastori. Chiamando le loro pecore con un simulato disprezzo (crasta) essi credevano di poter ingannare la sfortuna e il malocchio.

Visto pero che si tratta di una cappella la variante “croce” (krast, ) mi sembra piu verosimile

CAVERGNO

Il nome del paese, secondo me, composto da due parole “Ca” e “vereni“ .

“ Ca “come casa e “ vereni “ -antichissima parola bulgara che significa drago-. Vereni il termine utilizzato nel calendario bulgaro, uno dei piu antichi della Terra. La parola esiste ancora in diverse lingue e la scopriamo nel nome del varano . In Bulgaria c’ una antica citt che ancora oggi si chiama Cavarna e nei suoi dintorni esiste una grotta dove , secondo le leggende abitava un grande drago. Lo stesso nome, Cavargna, porta anche ad un paese nella provincia di Como non lontano dai paesi chiamati Bulgarograsso e Bulgorello. Sopra Porlezza si trova pure la Val Cavargna.

Dall’espressione “La casa del drago” (vereni) deriva il termine caverna, grotta.

FOROGLIO

Il nome della magnifica cascata che si trova in valle Bavona e che ha dato anche il nome alla frazione di Foroglio, nel dialetto della popolazione locale significa un fiume in piena e anche una cascata. In lingua bulgara “poroj “ ha lo stesso significato.

Molto spesso, la P iniziale di molte parole antiche si con il tempo trasformata in F e pure la J finale nella zona italica si trasformata in “glio”. In Bulgaro “Poroj” significa una grande massa d’acqua capace di portare via tutto.

VAL CALNEGGIA

Secondo gli abitanti della Vallemaggia questa bellissima valle in alta montagna anche pericolosa e maledetta. Credo che il nome Calneggia derivi dal verbo bulgaro e trace “kalna”, che significa maledire.

BIGNASCO

E chiaro che il nome deriva dalla parola “big” che in inglese moderno significa grande. La parola ha un’origine celtica e presenta una trasformazione della parola trace e bulgara “bog” – Dio. In ucraino “big” significa Dio . Un Dio sempre per natura grande e potente. In bretone il termine “bigne” significa “guardiano”, il che corrisponde perfettamente alla posizione del paese dove i due fiumi Bavona e Lavizzara si uniscono formando il fiume Maggia, e da dove passa l’unica via per le Valli Bavona e Lavizzara.

BOSCIOLI

Il nome di questa frazione del comune di Cevio coincide quasi completamente con quello del paese Bosciulia in provincia della citt di Pazardjik in Bulgaria. Penso che il nome Boscioli deriva dalla parola bosco (it) bois (f) – foresta . Il nome di Bosciulia ha lo stesso significato perch nel vocabolario bulgaro esiste la parola identica “boaz” –foresta.

VISLETTO

Il nome Visletto simile a quello di Visla, il piu grande fiume della Polonia. In Bielorussia esiste un fiume chiamato Svisloch, affluente della Berezina, e anche l’omonima citt Svisloch. Questi idronomi mi ricordano la parola bulgara e slava “veslo” cioe “remo” facendomi pensare che il nome “visla” significa fiume navigabile mentre Svisloch al contrario sarebbe un fiume dove, per vari motivi, la navigazione impossibile (la S iniziale indica un’azione contraria).

In Russia, nella regione di Mosca, esistono localit chiamate Vislaya e Vislaya Poliana (poliana-prato). Questi nomi russi ma anche bulgari e slavi in generale, indicano un luogo molto ripido , ”pendente”.

D’altra parte, nel Medioevo nella Russia preimperiale (nel regno Moscovita) l’amministrazione dello zar utilizzava i cosi detti “visli”sigilli con i quali attribuiva diversi diritti al monasteri o ai feudi. Erano sigilli appesi ad una cordicella speciale e in questo caso “visli”- “vislaia” non significa pendenti ma aggiunti.

Credo che i due ultimi significati spieghino il nome Visletto dal punto di vista geografico e amministrativo.

CAMEDO (pizzo di..)

Nome del pizzo che domina il paesaggio nella zona di Cevio, alto 2446 m., perfetta piramide visibile da quasi tutta la Vallemaggia.

Il significato del nome ovvio per ogni bulgaro: “camedo” deriva dal termine “kamen”, “kamak” ( in cirillico) che significa “pietra”. Il toponimo e di valore linguistico eccezionale perche la pietra, uno degli elementi primordiali dell’universo, e strettamente legata alla nozione della terra. Dal modo in cui la chiamano i diversi popoli e evidente la loro vicinanza o lontananza culturale.

Il nome della pietra e un lacmus dell’origine delle civilt.

In questa zona si trova pure il piccolo nucleo di CAMANOI (alt. 1136 m.) oggi parzialmente abbandonato. Nel suo nome il termine “kamen” – pietra pi che evidente: il suffisso “ oi” (o “ai”) l’antica forma trace per il plurale. Il nome di questo nucleo significa quindi “le pietre”.

GIUMAGLIO

Secondo i documenti storici Giumaglio e uno dei piu antichi paesi non solo della Vallemaggia ma di tutto il Ticino. Nel passato portava il nome di Zumai o Giumai e il suo stemma e il segno Y che gli storici locali associavano alla grafica semplificata del fiume Maggia formato da Bavona e Lavizzara.

Questa interpretazione non mi pare corretta perche:

1. Non Giumaglio ma Bignasco il paese posto nel punto in cui si forma il fiume

Maggia.

2. Nella tradizione storica e culturale Bulgara il segno Y ben noto e ha un

significato ben diverso: di solito fa parte di una grafica piu complessa –IYI-

interpretato come “iyi” - il segno solare. Presentato solo come “ Y” puo mostrare una presenza ctonica , legata alla terra.

Il nome Zumai particolarmente interessante. Deriva dalla parola trace “zum”

( in cirillico) che significa serpente. Il suffisso “ai” mostra il plurale – serpenti.

Il fatto che gli antichi abitanti del villaggio utilizzassero due varianti del nome, Zumai e Giumai, conferma la loro identit. In Bulgaria si trovano due citt che portavano il nome “Giumaja” ma per un lunghissimo periodo l’etimologia di questo nome rimasta ignota e mal spiegata. Grazie alle mie ricerche in Vallemaggia il significato del nome di Giumaja stato svelato.

Nel mio paese ci sono anche parecchie persone che portano il cognome Giumalev o Giumaliev.

In conclusione possiamo interpretare il segno Y anche come la lingua del serpente.

MAGGIA

Non per caso la localit centrale della Vallemaggia porta il nome del fiume che la percorre. La prima connessione associativa che ognuno fa sentendo il nome Maggia e “magia”. Questo primo pensiero non e privo di ragioni: “maggia” deriva, secondo me, dalla parola sanscrita “maguara” che in India significava “rettile” e addirittura la “dea serpente” .

In Bulgaria esiste una famosissima grotta – “La Magura”- fenomeno naturale e monumento storico legato alla mitica “Dea Serpente”.

Queste divinit erano gelose maestre della sapienza, furbe e potentissime.

Il verbo bulgaro “moga” – posso – e l’aggettivo “mogascht” – potente – sottolineano la forza e il potere di questi esseri che per gli umani erano “maghi” e si servivano di “ma(g)gie” . Questa e anche l’origine del termine “meghera”.

Un fatto interessante che non solo in Ticino si ritrova l’accoppiata dell’idronomo Maggia con l’omonimo paese. Anche nella Repubblica Autonoma di Komi in Russia, troviamo la coppia fiume e paese “Maggia”. Questo prova il carattere generalizzato di questo fenomeno storico e linguistico.

GORDEVIO

Credo che il toponimo derivi direttamente dal nome trace Gord-Gordi (Gordios, Gordio in italiano) .

Questo e il nome del noto re della Frigia, che aveva legato il suo carro con il famosissimo nodo gordiano, tagliato in seguito da Alessandro Magno.

Dal nome del re la capitale frigia stata chiamata Gordion.

I frigi erano di origine trace come confermano diversi scritti antichi.

Il termine “gord” e in uso corrente nel vocabolario bulgaro e significa “fiero, orgoglioso”, che e entrato nelle lingue celtiche come Gordon. Anche il grande poeta Byron lo portava perche era il nome di famiglia di sua madre di origine scozzese (celta).

All’inizio pensavo che il toponimo Gordevio fosse composto da due parti – Gord(e) e “vio” che associavo alla parola “vil” (ville). La pronuncia specifica degli italici e dei traci occidentali, molto spesso, trasforma “il” in “io”, “el” in “eo” ecc.

L’esistenza dell’antichissima citt di Gordevia sull’isola di Creta dimostra pero che, nel caso di Gordevio, e stata conservata la forma tipica trace e bulgara che esplicitamente indica il possesso – “di Gordio”.

Negli ultimi decenni nessun scienziato puo negare l’appartenenza della cosiddetta “civilt minoica” (termine artificiale e assurdo) alla cultura trace-pelasga.

LOSONE

Il borgo situato sulla riva destra dell’ultimo tratto del fiume Maggia e diventato una costosa zona residenziale quasi attaccata ad Ascona e Locarno ha un nome identico a quello di numerosissime localit in Bulgaria e sulla penisola Balcanica e non solo. Lo stesso nome era portato nell’antichit da un intero popolo e dal suo paese sulla penisola Iberica: i lusitani.

La Lusitania, secondo lo storico bulgaro Andrej Kiriakov, si chiamava cos perche il popolo che la abitava coltivava la vigna. “Losa” in trace e in bulgaro significa vigna.

I traci sono i primi viticoltori sulla terra. Il loro dio Dionis, figlio di Semela, ha portato loro la vite, ha insegnato a coltivarla, a preparare e bere il succo benedetto dell’uva: il vino.

I traci hanno condiviso il dono di Dionis con tutti i popoli abitanti in zone dove la vite poteva essere coltivata e dare frutti.

Molti luoghi, ancora oggi, ricordano questo dono civilizzatore trace tramite il loro nome come Losone , “il paese dei viticoltori”.

Coltivare la vigna e un modo di vivere, una filosofia, una intera civilt e la bevanda degli dei, il vino, scorrer nelle nostre vene fino a quando il sole nascer ogni giorno sul levante.

TICINO (fiume …)

Il nome del pij grande fiume che attraversa l’omonimo cantone, il Ticino, e molto facile da spiegare attraverso la lingua bulgara.

In Bulgaria c’e un grande fiume chiamato “Ticcia” (). Questo idronimo deriva dal verbo trace e bulgaro “correre”- ticciam (, infinito) , che in terza persona singolare diventa “ticcia” () - “corre” (scorre). In bulgaro esiste un avverbio, legato alla stessa parola “scorrere”- “skoro”, in cirillico, che significa “presto”- “velocemente”.






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1. leonleonovpom2 - , !
17.11.2020 23:32
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2. milenavarbanova9 - ,,
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